I QUADRI VIVENTI di Alexa Meade

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Una forma di Trompe-L’Oeil al contrario, in cui il corpo umano diviene tela su cui dipingere, si tratta della tecnica utilizzata dalla giovane artista americana Alexa Meade, che unisce pittura, installazione, performance e fotografia in un’unica forma artistica.. L’artista dipinge le sue rappresentazioni, direttamente sulla forma tridimensionale del corpo umano.
Le sue creazioni si pongono in netto contrasto con l’arte tradizionale da sempre impegnata a riprodurre fedelmente la realtà. L’obiettivo di Alexa è infatti esattamente l’opposto, una metamorfosi dalla tridimensionalità della vita alla bidimensionalità dell’arte facendo si che l’uomo perda la propria soggettività.

Dopo la laurea in Scienze Politiche presso il Vassar College, Alexa ha insegnato lei stessa a dipingere. Anche se non è mai andata ad scuola d’arte, le sue abilità e il talento si sono dimostrati da subito innati. L’idea per la sua originale tecnica è nata pensando di aggiungere alcuni elementi alle scene che le si presentavano di fronte agli occhi. Ha così cominciato a dipingere ombre ed oggetti per poi passare alle persone ed infine creare dei quadri completi di sfondo, oggetti e soggetti viventi. Alexa ha realizzato mostre presso la Galleria Saatchi di Londra, il National Portrait dello Smithsonian Gallery di DC, la Postmasters Gallery di New York, la Galerie Ivo Kamm in Svizzera, e la Galleria Ingo Seufert per la Fotografia Contemporanea in Germania. L’artista ha anche sperimentato l’interazione fra i corpi dipinti e altre materie, come il latte.

Il risultato è sorprendente, nuovo e affascinante, perché quello che sembra un disegno su quadro è di fatto un essere umano dipinto, esposto come installazione e poi fotografato. I modelli e le modelle scelte diventano una pittura vivente, un quadro vivente, un’opera unica di colori e sfumature, che vede fondamentale l’interpretazione recitativa del soggetto scelto. Seppur le opere di per sé siano temporanee ( esistono infatti solo per tempo dell’esibizione e sono dipinte nell’arco di una sola giornata), quello che rimane è l’artefatto della performance, dell’apparizione a 3d, riportata in 2d su fotografia.

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