THE EXPLOSIONS of Cai Guo-Qiang

217

Un artista alquanto bizzarro, con la mania per i fuochi d’artificio, Cai Guo-Qiang, di origini cinesi ora vive e lavora a New York, è da sempre è in bilico fra Oriente e Occidente, arte e politica, tradizione e contemporaneità. Un vero figlio d’arte; suo padre era esperto di arte calligrafica e collezionista di manoscritti e libri rari. Da tempo lavora a faraonici progetti per comunicare con gli extraterrestri, alla cui esistenza crede senza ombra di dubbio. Ha fatto esplodere un paio di funghi atomici davanti alle Twin Towers. Allora era l’anno 1996 e il tutto è durato solo alcuni istanti, il tempo necessario per una ripresa video.

E’ fondatore dei musei Umoca, spazi infestati da gadget, giochini, t-shirt ed opere più serie che giacciono invece in polverosi sotterranei. Metafora più che esplicita sullo stato dei nostri centri d’arte, che lui non ama molto e di cui non a caso ha simulato talvolta l’esplosione: lo Smak di Ghent ad esempio. Nel 1999 si è aggiudicato il Leone d’oro alla Biennale di Venezia.
Cai Guo-Qiang non è un piromane come si sarebbe tentati di pensare è un artista performer, che non crede affatto nell’opera tradizionale, privilegiando invece linguaggi immediati.

E’ un artista che non si limita a rappresentare il mondo ma intende modificarlo, Cai Guo-Qiang ambisce all’espansione, all’allargamento, al coinvolgimento di spazi fisici e di menti umane. La sua origine cinese, l’idea dell’uomo come parte integrante dell’universo, la necessità di individuare le linee di energia che collegano l’io al mondo, unite all’idea dell’arte come divenire (concetto più occidentale che orientale) portano a comprendere l’uso del fuoco, il bisogno di distruggere per far rinascere qualcosa.

A bizarre artist, with the craze for the fireworks, Cai Guo-Qiang,of Chinese origin now lives and works in New York, he has always been torn between East and West, art and politics, tradition and modernity. A true child of art; his father was an expert in calligraphy and collector of manuscripts and rare books. From time works in Pharaonic projects to communicate with extraterrestrials, the existence of which he believes without a doubt.

And ‘the founder of museums UMoCA, spaces infested by gadgets, toys, t-shirts and other things which lie instead in a dusty basement. Metaphor more explicit of the state of our art centers, which he loves and which not coincidentally has sometimes simulated the explosion: the Smak Ghent for example. In 1999 he won the Golden Lion at the Venice Biennale.

Cai Guo-Qiang is not a pyromaniac as one is tempted to think it is a performance artist, who does not believe in the work at all traditional, but instead endorses languages ​​immediate.

It ‘an artist who does not just represent the world but wants to change it, Cai Guo-Qiang aspires to expansion, enlargement, the involvement of physical spaces and human minds. Its Chinese origin, the idea of ​​man as an integral part of the universe, the need to identify energy lines linking the self to the world, united to the idea of ​​art as becoming (concept most Western and Eastern) they help us to the use of fire, the need to destroy in order to recreate something.

arte arte1 arte3 arte4

You might also like More from author

Leave A Reply

X