TRA ASTRATTISMO E REALISMO, le opere di Wilhelm Sasnal

Fonde un’attitudine pop a citazioni romantiche, rimanendo in bilico tra astrattismo e realismo, l’artista Wilhelm Sasnal, nato nel 1972 a Tarnow, in Polonia, dove vive e lavora. L’immensa passione per la pittura e la profonda conoscenza della storia dell’arte hanno condotto l’artista ad un personalissimo stile, viene infatti diffusamente considerato uno dei più interessanti pittori contemporanei per la sua abilità di esplorare le potenzialità dei mezzi tecnici ed artistici.
Rifiuta ogni tipo di accademismo, seppur rimanendo legato alla tradizione grazie all’utilizzo dell’olio su tela ed è in grado di trasportare meravigliosamente sulla tela le esperienze visive di ogni giorno.

I soggetti delle sue opere sono spesso mutuati dalla storia dell’arte, dalla propaganda del ventesimo secolo o dal photo-giornalismo.
Le sue opere, raffiguranti aeroplani come quelli di Boetti,  soldatini pop o ritratti femminili, sono così lontane tra loro, da poter sembrare il risultato del lavoro di artisti diversi. Ma dietro all’analisi politica, etica ed estetica della realtà contemporanea compiuta dall’artista, si percepisce forte e chiara la medesima, spiccata, sensibilità sociale.
Dai dipinti di Sasnal emerge un forte senso della storia e della memoria personale: il suo lavoro riflette una profonda capacità di osservazione del mondo circostante che dà vita a un repertorio visivo di ispirazioni e spunti provenienti dalla musica, dal cinema, dalla politica, dall’attualità.

L’artista ha dichiarato: “Sono un pittore realista”, perché le sue fonti sono situazioni, eventi, immagini e visioni tratti da libri, giornali, Internet, persino dalla strada. Allo stesso tempo i suoi dipinti, abitati da figure silenziose e in un certo senso soccombenti, appaiono come una sorta di fermo-immagine, close-up cinematografici che deformano la realtà enfatizzando il senso degli eventi. Le sue tele vanno così a collocarsi nei recessi più profondi della coscienza, tra la realtà e la memoria visiva. L’artista, sempre schierato dalla parte di chi non ha voce, riconosce il potenziale creativo della rassegnazione e dell’incertezza e fa delle sue scene fredde e laconiche un muto contraltare al frenetico mondo di oggi, in perenne, instancabile divenire.

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