Borders 2020: a Venezia l’arte racconta il concetto di Limite

Oggi, 3 settembre 2020, a Venezia viene inaugurata Borders, Fragmentes Identities, un evento in cui gli artisti provenienti da tutto il mondo espongono il proprio rapporto con il concetto di limite. L’evento sarà disponibile fino al 2 ottobre 2020 in due sedi.

L’evento Borders 2020 a Venezia si proprone di esplorare il concetto di limite. Sono due le sedi dell’evento: The Room e Palazzo Albrizzi-Capello, qui “Gli artisti ci offrono visioni di identità e confine che si estendono anche al confine tra individuo e città” spiega Luca Curci, direttore di Itsliquid e curatore di Borders 2020. L’arte tenterà di esplorare il concetto di limite, un concetto che in questo 2020 ha portato il mondo intero ad interrogarsi. Si tratterà di un approccio in cui si intrecceranno diverse forme d’arte, ma che hanno come comune denominatore proprio la riflessione sul complesso concetto di limite.

“In mostra avremo opere che considerano il confine fisicamente inteso e localmente vissuto” continua Luca Curci , “altre invece raccontano quello globale. Ci sono, inoltre, artisti che raccontano di trasformazioni fisiche e interiori, di confini non visibili. Questa edizione di Borders è quanto mai attuale, dati gli attuali limiti, imposti dal Covid 19. Tuttavia nella mostra nulla avrà a che vedere con il tema del Covid”.

Fragmented Identities presenta Borders 2020

Il festival Fragmented Identities, ideato da Itsliquid nasce per esplorare un mondo con città liquide, dove è possibile scivolare fra le barriere e i confini alla ricerca di nuove opportunità. “Da venti anni”, spiega Curci, “collaboriamo con artisti di tutto il mondo, molti non sono presenti, ma lo saranno con le loro opere”.

L’evento è realizzato in collaborazione con Venice Events e rappresenta una tappa all’interno di un percorso e di una serie di incontri rivolti al mondo dell’arte. La frammentazione delle esperienze dei singoli artisti viene unificata in un percorso che ricerca l’identità del genere umano.

Borders 2020: il confine come opportunità

l festival si concentra sul concetto di confine, inteso soprattutto come confine tra l’anima e il corpo, essere umano e città, città e terra. Si tratta di un percorso di riflessione che vuole portarci tra i confini non solo urbani, ma soprattutto umani, analizzando i limiti della libertà e il sentimento dell’alienazione tipico della società postmoderna. Immaginando un mondo di città liquide, il festival invita a pensare al concetto di limite come possibilità e non come barriera sociale: “Ogni essere umano vive in un mondo in cui i limiti, i confini, modellano i propri atteggiamenti e comportamenti, limitando la libertà e creando un senso di alienazione. L’essere umano reagisce rompendo i limiti e trovando un nuovo modo di vivere”.

 

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