Gillo Dorfles, con lui se ne va un pezzo di storia dell’arte

Ci ha lasciato appena 3 giorni fa, notizia che giustamente è stata riportata da tutte le più importanti testate italiane e non solo. Figura importante per l’arte e la cultura italiana, per chi conosceva la sua storia e il suo contributo una vera e propria icona. È considerato il padre dello sviluppo estetico iniziato subito dopo la seconda guerra mondiale, a metà degli anni ’50, si è distinto anche come critico d’arte e per le sue tante ricerche e analisi tra arte e società.

Noto anche per aver usato il termine “kitsch” per sottolineare qualcosa di cattivo gusto e dozzinale, era la sua natura di “esploratore” dell’arte che l’ha portato a essere un personaggio dalle innumerevoli doti, pittore, pianista, critico, scrittore e laureato in psichiatria … un artista completo e senza riserve.

Una lunga storia ricca e appassionante

È morto il 3 marzo all’età di 107 anni, ha vissuto quindi pienamente tutto il ‘900 di cui è stato uno dei protagonisti nel mondo dell’arte. Dal dopoguerra agli inizi del boom economico, periodo florido per l’economia e il riscatto del popolo italiano, Gillo Dorfles crea il suo personaggio, e in quegli anni nasce anche una nuova professione, quella del pubblicitario, viva più che mai oggi.

Gillo Dorfles in quegli anni contribuisce con la sua arte, il suo stile spesso provocatorio e riflessivo, mai volgare o esagerato, le sue opere econo comunicative ed evocative, il suo obiettivo era quello si stimolare riflessioni e aprire la mente a visioni più ampie della vita e della società.

La forza delle immagini

Proprio nel periodo di industrializzazione dell’Italia si ha il suo maggiore o significativo contributo, con la nascita del disegno industriale e quindi della modernità in senso evolutivo, lui ha contribuito con messaggi che hanno fatto storia.

È stato un grande protagonista dell’arte, per il paese le sue opere ma anche le sue idee e filosofia sono molto importanti, perché evidenziano un passaggio fondamentale dell’Italia rurale che si evolve culturalmente.

Immagine via:  www.infoinsubria.com

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