GUTTUSO, PITTURA SENZA TEMPO

Da parecchio ormai mi sto dedicando con la Galleria de’ Bonis allo studio e alla diffusione della pittura intramontabile di Renato Guttuso. Perché proprio il Maestro di Bagheria? Perché la sua è una pittura “di pancia”, parimenti intensa sia nel segno grafico sia nel colore; perché è un artista istintivo, diretto, senza compromessi che non indugia mai nel “grazioso”, non si compiace del bello fine a sé stesso ma parla alle coscienze con un linguaggio colorito come il dialetto siciliano e allo stesso tempo coltissimo.

Amo Guttuso perché la sua è una pittura sensoriale, ricca di odori e di profumi, chiassosa di vociare, di schiamazzi di mercato e di sospiri fra lenzuola fruscianti.

Guttuso studia la realtà che lo circonda, e la interpreta caricandola di tutto il suo interesse, sia essa limitata agli oggetti che si trovano sul tavolo del suo studio, sia essa rivolta alle persone che frequenta, spesso gli attori principali della vita culturale del momento. Per non parlare dei grandi mutamenti che la società attraversa, basti pensare alla sua famosissima Spiaggia (1955-56, Parma, Galleria Nazionale), uno spaccato del suo tempo che aveva tante volte osservato dalla spiaggia di Ostia, il suo personale “Osservatorio sociale” dal quale studiava il fenomeno delle prime vacanze di massa. Attraverso la pittura di Guttuso si può veder scorrere davanti ai propri occhi l’intera storia d’Italia: dalla risorgimentale battaglia di Ponte dell’Ammiraglio (1951-52, Firenze, Uffizi) ai Funerali di Togliatti (1972, Bologna, MAMbo)

Guttuso frequenta i salotti borghesi e gli ambienti popolari, è un amante della vita e dei piaceri sensuali ma sa anche fare ammutolire con dipinti di rara intensità religiosa, come la Crocifissione (1941, Roma, Galleria Nazionale d’Arte Moderna). E’ un artista che conosce i grandi pittori del suo tempo – e del passato – e si confronta con loro attraverso citazioni talvolta colte, talaltra ironiche ma che ha sempre mantenuto una fortissima, quasi sfrontata indipendenza artistica, tanto decisa e ricca di personalità da non creare nemmeno una scuola: solo Guttuso ha saputo essere Guttuso, nessun epigono ha potuto eguagliarlo in uno stile così legato alla sua identità che tentare di replicarlo avrebbe significato non solo usare il suo pennello ma vestire i suoi stessi panni.

Nel trattare, a tanti livelli (studio, divulgazione, mercato) questo artista non ho potuto non notare come sia amato sempre di più all’estero, in particolari da mercati emergenti come quello cinese che identificano Guttuso, il suo stile e la sua cultura con l’Italianità. Anche il collezionismo italiano del resto continua a mostrarsi innamorato di Guttuso che, pur avendo conosciuto un’alterna fortuna critica, legata soprattutto, si badi, alle vicende politiche del nostro Paese, ha sempre avuto un florido mercato. In particolare, dalle celebrazioni del centenario della sua nascita, nel 2011, l’interesse per Guttuso sembra non essere più scemato: si pensi alle mostre al Vittoriano di Roma, al Museo Archeologico Regionale di Aosta e alla Galleria d’Arte Maggiore di Bologna.

La mostra in corso fino al 13 marzo alla Galleria de’ Bonis (Viale dei Mille 44/B, Reggio Emilia), già in parte presentata ad ArteFiera di Bologna, si suddivide in due tranche: la prima, visitabile fino al 20 febbraio, si incentra soprattutto sul colore, con opere vive e palpitanti come tre stupende nature morte del 37, del 62 e dell’85, un autoritratto ideale che racchiude, come un rebus, le caratteristiche di Guttuso: la sua mano che dipinge, la sua tavolozza, e una rosa, simbolo della bellezza e dell’amore.

La seconda parte della mostra verterà invece sul segno di Guttuso, forte, sicuro, istintivo. Lo rappresenteranno chine e disegni come “Le tre grazie”, degli anni ’70, due piccoli studi per il suo capolavoro, “La spiaggia”, ricchi di movimento, un’interessantissima coppia di contadini dallo stile decisamente picassiano del 1947.

Innamorarsi di Guttuso è facile come innamorarsi della propria storia.

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Margherita Fontanesi

margheritafontanesi.com

GUTTUSO, PITTURA SENZA TEMPO

1-20 febbraio 2014 e 22 febbraio – 13 marzo 2014

Orari di apertura: da martedì a sabato ore 10.00-13.00 e 16.00-19.00, giovedì ore 10.00-13.00.

Galleria de’ Bonis

Viale dei Mille 44/B, 42012 Reggio Emilia

Tel. 0522 580605

Cell. 338 3731881

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