LE LEGGERE E FLUTTUANTI INSTALLAZIONI di Janet Echelman


Installazioni di arte pubblica che stupiscono e ispirano, le sculture urbane dell’artista americana Janet Echelman abbracciano il volume dei grattacieli e fluttuano con la stessa leggerezza delle nubi. Da San Francisco a New York City, da Amsterdam a Sydney, passando per India e Portogallo, il lavoro di questa innovativa artista, è ormai riconosciuto a livello mondiale.
Echelman realizza meravigliose opere utilizzando un inusuale materiale, le reti da pesca, dando vita a forme voluttuose, permanenti, ondeggianti, delle dimensioni di edifici, nelle più grandi città del globo.
La sua prima opera nacque dalla collaborazione con un pescatore, e da allora non ha smesso di creare ambienti scultorei che rispondono alle forze della natura, vento, acqua e luce, che diventano invitanti punti focali per la vita civica.

L’artista aspira ad esplorare tutte le potenzialità di materiali alquanto improbabili, dalle reti da pesca alle particelle d’acqua nebulizzate, coniugando antichi mestieri in un’arte che si sforza di creare un’esperienza viscerale in ambienti diversi delle città, accessibili a tutti.  Ogni progetto diventa intimamente legato al suo ambiente attraverso l’uso di materiali locali e metodi di lavoro, rafforzando così i collegamenti di vicinato e la promozione di un carattere civico distintivo. L’anno scorso, in occasione del vicino trentesimo anniversario delle conferenze TED, la fondazione non-profit organizzatrice le ha proposto di realizzare un’opera leggera e maestosa di quasi 230 metri di lunghezza che si è fusa con il cielo del centro di Vancouver.

L’eterea costruzione denominata “Unnumbered Sparks”, che di giorno fluttuava elegantemente sopra le teste dei passanti, la sera si trasformava in qualcosa di straordinario e spettacolare generando curiosità ed interesse. Janet, grazie ai contatti forniti dal direttivo TED, ha collaborato con l’artista digitale californiano Aaron Koblin oltre a ricevere supporto tecnico ed economico da team tecnici specializzati come il Google Creative Lab e l’Autodesk. Il risultato è stato impressionante. Dopo il tramonto l’elegante rete sospesa tra le fredde architetture del quartiere direzionale della metropoli canadese diventava una scintillante nuvola poliedrica animata e sollecitata da chiunque abbia installato sul proprio dispositivo mobile un’applicazione appositamente creata.

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