IL MONDO IN “SLOW-MOTION”, nelle immagini di Adam Magyar

Veri e propri progetti fotografici e di comunicazione, opere suggestive e raffinate, sono quelle realizzate dal fotografo ungherese di nascita Adam Magyar, classe 1972, che affascinato dal mondo, le persone e la tecnologia, propone una visione della realtà davvero particolare.
Artista di grande creatività e talento, non si limita ad utilizzare i metodi convenzionali di fotografare, e nel viaggio, nella scoperta di usi e costumi differenti, trova continua ispirazione, come affermato da Magyar stesso : “Lasciare il comfort della propria casa per trovare me stesso da qualche altra parte mi ha dato la comprensione di come dare sostanza ai giorni che corrono veloci.
Ama definire sè stesso come semplice curioso, che gioca con il tempo, ama fermarlo ed accellerarlo e le sue serie fotografiche ne sono chiaro esempio.

“Urban Flow”, rappresenta un insieme di immagini nelle quali protagonista è il passaggio di persone in movimento, evidenziate attraverso l’utilizzato di una particolare fotocamera a cui è stato applicato uno scanner. in “Squares” ha realizzato una serie di foto aeree false, una collezione casuale, una composizione di sconosciuti immortalati mentre camminano sui marciapiedi da soli 3–4 metri da terra, per poi assemblare tutto e comporre le sue “piazze” di personaggi estrapolati dal proprio contesto e inseriti in un ambiente minimalista, oggettivo e generalizzato.

Infine per la sua ultima serie “Stainless” l’artista ha utilizzato una macchina fotografica industriale, con cui ha provato a fermare il flusso dinamico e vorticoso che ogni giorno anima le nostre città, o meglio a rallentarlo. Dentro quel viavai di cose, persone ed eventi, si nascondo infatti momenti poetici che vale la pena di gustarsi, per riscoprire il sapore della lentezza, la bellezza dei particolari. I 12 secondi che intercorrono tra l’arrivo e la partenza di una metro a Berlino, si trasformano in 8 minuti, e la metro più vissuta del mondo, quella di New York, diventa una sorta di quadro gigante da esplorare. Ogni volto, emozione, sguardo, sorriso catturato e anche le emozioni delle gente diventano elementi tangibili da poter scovare.

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