LE NUVOLE di Berndnaut Smilde

“Sono interessato all’aspetto effimero dell’opera. La nuvola è lì solo per un istante e poi sparisce, l’idea che avevo era quella di creare un lavoro che avrebbe potuto esistere soltanto in foto“. Con queste parole l’artista olandese Berndnaut Smilde, classe 1978, ha riassunto il senso della sua ricerca artistica, spinto dal desiderio che ogni creazione esistesse solo nel momento in cui veniva originata.
Ammaliato dagli elementi atmosferici che danno forma a qualsiasi cosa, l’artista ha deciso di immortalare attraverso il mezzo fotografico, delle misteriose apparizioni di nuvole, in un equilibrio perfetto tra fumo, umidità e luce.

Le sue opere-esperimenti, chiamate Nimbus, in cui le nuvole vengono “materializzate” nel bel mezzo di una stanza, esprimono una poesia indescrivibile, contemporaneamente, un impianto di illuminazione strategicamente posizionato riproduce i raggi del sole. In quel brevissimo istante la nuvola viene fotografata prima che si abbassi e si dissolva definitivamente. Smilde non ha mai spiegato come riesce a creare le sue candide nuvole, bianche e soffici come quelle vere, è probabile che utilizzi speciali liquidi evaporanti e macchinari che modificano la pressione dell’aria e la percentuale che contiene, ma in realtà rimane un mistero.
Le sue opere fondono arte e scienza per dar vita a piccoli ed effimeri episodi climatici artificiali all’interno di strutture dotate dei tipici comfort della moderna architettura e la loro bellezza sta proprio in questa fuggevolezza, frutto dello stato temporaneo delle cose.

Diplomato in belle arti alla Hanzehogeschooll di Groningen (una delle province più a nord dell’Olanda), Smilde ha eletto Amsterdam quale sede del suo lavoro. Ha esposto alla Ronchini Gallery, (2014), in precedenza alla Process Room dell’Irish Museum of Modern Art, (2008), al Bunker Project della Galerie West di The Hague, (2010), alla Saatchi Gallery, di Londra (2012), e a Somarts San Francisco, (2013).

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