Panettone vegan: il dolce di Natale senza derivati animali

Dalla crisi dei grandi marchi storici dell’industria dolciaria italiana, al crescere della domanda dei panettoni “alternativi”, dal panettone vegan a quello artigianale fatto “su misura”. Queste le tendenze del prossimo Natale che conferma il trend di questi ultimi anni. Proprio nelle ultime settimane le notizie del marchio storico Melegatti ci presentava il triste destino dell’azienda, una crisi che arriva da lontano fino al culmine di quest’anno.

L’industria “del panettone” e dei dolci natalizi è in affanno già da tempo, complice anche la nuova “ventata green”, lo stile di vita che sta cambiando i gusti e le abitudini e gusti di centinaia di migliaia d’italiani. Infatti, alcune statistiche riportano di una crescita mensile di circa 10.000 nuovi vegani ogni mese, una cifra destinata comunque a salire poiché fa leva sulle sensibilità individuali.

Lo stile di vita che cambia anche le tradizioni

Difficile sapere se le cause della crisi Melegatti e di altri grandi gruppi dolciari industriali, siano dovute al nuovo pensare in stile vegan, di fatti tuttavia, il crescere di questa tendenza coincide con molte aziende tradizionali in crisi. Il panettone vegan è sempre più richiesto e moltissimi sono i forni artigianali che sostengono questa domanda, ma non solo vegan, infatti, cresce anche la richiesta del panettone tradizionale ma rigorosamente fatto artigianale.

Il cambiamento non riguarda solo posizioni radicali, come appunto il veganismo, una presa di coscienza soprattutto alimentare è ben presente nelle coscienze di moltissimi italiani, per cui la ricercatezza del cibo di qualità sempre più naturale ne è un effetto collaterale.

Mangiare sano sì, compreso il panettone vegan

È la parola d’ordine degli ultimi anni, cibo buono ma soprattutto sano, questo porta i consumatori a scegliere un’alimentazione “meno aliena”, quindi più naturale e sana. Il panettone vegan sì, ma diciamo soprattutto quello realizzato con ingredienti scelti e di qualità sta minando la stessa esistenza di una produzione ormai destinata all’estinzione.

Il caso Melegatti dovrebbe far riflettere, questo vuol dire che i consumatori non sono più semplici acquirenti, ma hanno e stanno imparando a essere davvero dei consumatori consapevoli, di fatto, scelgono e condizionano il mercato.

I produttori sono avvisati.

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