PIETRO BELLOTTI, UN ALTRO CANALETTO

Venezia, Ca’ Rezzonico

7 Dicembre 2013 – 28 Aprile 2014

Il Museo del Settecento veneziano Ca’ Rezzonico presenta un ciclo di mostre dal titolo “Archivi del Vedutismo”, con l’intento di far rivivere aspetti noti e meno noti di una corrente artistica che ha reso celebre la figura e lo sfarzo di Venezia soprattutto nelle corti europee del XVIII secolo: analizzando materiali provenienti dagli archivi storici della città e da fondi privati, verranno presentati alcuni tra i protagonisti che, assieme al più celebre Canaletto, diedero forma al tema della veduta veneziana, attraverso tecniche e storie che, pur assomigliandosi per intenti tecnici, si differenziano tuttavia per espressione artistica.

Questa esposizione vuole presentare l’opera di Pietro Bellotti, per molto tempo autore quasi sconosciuto, riportato alla ribalta da studi recenti. Nato a Venezia nel 1725 da Lorenzo Bellotto e Fiorenza Canal, ultimo di cinque figli, fratello del conosciuto Bernardo Bellotto (Venezia 1721 – Varsavia 1780) ed entrambi nipoti di Antonio Canal, il celebre Canaletto. Seguendo le orme del fratello, Pietro entrerà a lavorare nella bottega dello zio Canaletto, dove muoverà i primi passi dell’apprendimento dell’arte. L’uso del plurale nel cognome Bellotti da parte di Pietro sottolineava l’appartenenza ad una stirpe – quindi dei Bellotti o de’ Bellotti.

Pietro trova fortuna soprattutto in Francia nella seconda metà del Settecento: Tolosa, città dove si stabilirà con la famiglia, sarà infatti il centro della sua attività, dove sfrutterà la sua appartenenza alla famiglia Canaletto per avere successo con le sue tele di paesaggi e capricci (si fa chiamare “le Sieur Canalety” o “Pietro Bellotti di Caneletty”).

Si sposterà successivamente a Nantes (1755,1768), a Besançon (1761) a Lille (1778-1779), e naturalmente a Parigi in più occasioni, per la prima volta nel 1754-1755 dove ebbe fama e soprattutto benessere economico grazie a uno strumento da lui realizzato: l’Optique, una sorta di lanterna retroilluminata, che permetteva di trasmettere immagini da lui dipinte delle più famose città europee. Con questo strumento egli girava per le piazze e per le fiere e in questo modo la gente, pagando poche monete, poteva “visitare” idealmente altri luoghi, attraverso questo espediente meramente illuminista.

La mostra, curata da Charles Beddington, Alberto Craievich e Domenico Crivellari, ci presenta per la prima volta quarantatre dipinti provenienti da collezioni private europee e americane, che riassumono il percorso artistico di Bellotti: dalle vedute veneziane (ritroviamo le “classiche” visioni di Piazza San Marco con la Basilica e il Campanile, la Salute con la veduta del Bacino), al tema dei “capricci” architettonici molto in voga nel XVIII secolo (rappresentazioni di squarci di architetture in rovina, dove la natura prende quasi il sopravvento), fino alle celebrazioni di alcune città europee vissute dal nostro protagonista durante i suoi lunghi viaggi (come il dipinto Dresda: il ponte di Augusto dalla riva destra dell’Elba, o Il cortile del Royal Exchange a Londra).

Il tratto di Pietro non è sicuramente paragonabile a quello di Canaletto, e si differenzia molto anche dallo stile del fratello Bernardo: tuttavia è sempre molto interessante vedere come una corrente artistica si sviluppa, anche attraverso i diversi punti di vista dei suoi protagonisti; scopo dello studio di questo ciclo di mostre infatti è proprio questo, analizzare aspetti tecnici e storici diversi da quelli comunemente noti (in questo caso le vedute canalettiane, che tutti conosciamo), anche attraverso l’utilizzo delle fonti (iconografiche e non).

L’esposizione ben si integra tra gli spazi del Museo, antico palazzo veneziano, quasi a sembrare un’ideale allestimento originario; la scelta di ricreare questo ciclo di mostre a tema vuole quindi anche dare risalto alle sale di questo Museo, un piccolo gioiello della storia veneziana affacciato sul Canal Grande.

[nggallery id=12]

ARCHIVI DEL VEDUTISMO – PIETRO BELLOTTI, UN ALTRO CANALETTO

Ca’ Rezzonico, Museo del Settecento veneziano, Dorso Duro 3136 – Venezia

7 Dicembre 2013 – 28 Aprile 2014

Orari:

Fino al 31 marzo 10.00 – 17.00
Dal 1 aprile 10.00 – 18.00
Chiuso il martedì

Lascia una risposta

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.