AL VIA LA CANNABIS PER SCOPI TERAPEUTICI, verrà coltivata dall’esercito

Questa volta si tratta di notizia ormai certa: Lo Stato produrrà marijuana per uso terapeutico. Il via libera è stato dato dai ministri della Difesa e della Salute Roberta Pinotti e Beatrice Lorenzin, non senza polemiche e rallentamenti, dopo aver esaminato la questione con l’istituto farmaceutico militare.
Verrà coltivata dall’esercito, nello stabilimento fiorentino, nato con l’obiettivo di produrre medicinali per il mondo militare, che ora ha esteso la sua attività anche al settore civile e collabora già con altre Istituzioni del settore producendo diverse tipologie di materiali sanitari (farmaci, presidi medico-chirurgici, alimentari, integratori, allestimenti sanitari). Ma anche cosmetici, liquori e prodotti alimentari.

Al suo attivo vanta anche una consolidata collaborazione con diverse Università (Firenze, Siena, Roma, Pavia) per attività di ricerca e formazione in partnership e per la produzione di medicinali orfani, medicinali cioè che, pur essendo di indubbia utilità clinico-terapeutica, non vengono sviluppati, prodotti e resi disponibili dalle aziende farmaceutiche private a causa, sostanzialmente, del loro limitato interesse commerciale (farmaci per malattie rare).
In futuro preparerà i farmaci derivati dalla cannabis contro il dolore finora importati dall’estero a costi elevati. Si tratta di medicine in grado di alleviare le sofferenze a pazienti oncologici, affetti da Hiv o patologie gravi come la sclerosi multipla, la Sla e il glaucoma, che già sono autorizzati dal nostro sistema sanitario.

Nel nostro paese l’utilizzo di questi medicinali è infatti consentito già dal 2007, ma per ottenerli bisogna affrontare una procedura complessa e soprattutto molto lunga. Per questo sono pochissimi i pazienti che accedono a queste cure, che finalmente dopo anni di dibattito sull’uso della cannabis terapeutica, potranno usufruire dei medicinali da tanto richiesti.
Resta dunque in vigore, il divieto di liberalizzare questa sostanza a scopi ricreativi.
I tempi potrebbero essere brevi e non è escluso che entro il 2015 i farmaci cannabinoidi saranno già disponibili per i pazienti che ne hanno bisogno.

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