ZARA E LA MAGLIETTA “INCRIMINATA”

Una maglietta destinata ai più piccoli ha nei giorni scorsi scatenato una vera e propria polemica nel web e non solo.  A far discutere, una t shirt bianca a righine azzurre sottili con una stella sul lato sinistro proposto dal noto marchio d’abbigliamento spagnolo Zara, per la collezione “Sceriff”.  In molti hanno criticato la troppa somiglianza del capo, alle magliette utilizzate nei campi di concentramento nazisti.  L’idea della maglietta e della stella è venuta alla società per ricordare lo sceriffo dei film western, un’idea per attrarre i bambini e divertirli a impersonare il ‘Vecchio West Americano’. Ma il risultato non è stato quello sperato. Tutt’altro. Non appena l’immagine della maglietta è apparsa nello shop online di Zara, si è scatenato un terremoto sul web.

E l’account Twitter dell’azienda di abbigliamento è stato bersagliato di messaggi non proprio benevoli, di molti clienti e non, che hanno fatto notare, con foto affiancate, l’estrema somiglianza del capo d’abbigliamento con il pigiama utilizzato dai deportati nei campi di concentramento nazisti. “La stella dello sceriffo americano ha 5 punte, quella antisemita sei” scrivono alcuni utenti. “Mai vista una maglietta a righe blu nel vecchio West” scrive qualcun altro. “Ma cosa pensavano i vostri designer” si chiedono altri. La società attraverso il proprio account Twitter ha chiesto scusa, annunciando di aver ritirato il prodotto dal negozio sul web e anche da tutte le boutique in giro per il mondo. “Siamo realmente dispiaciuti” Era ispirata alle stelle degli sceriffi dei classici film Western e non è più nei nostri negozi” ha scritto Zara sul proprio account ufficiale.

A pochi giorni di distanza, ecco però comparire una nuova critica, verso un altro capo che, anni fa, fece discutere: una borsa rivestita di un tessuto con stampate delle svastiche inserite all’interno di un sole. Era il 2007 e l’accessorio una borsa con delle svastiche ricamate sopra, su segnalazione di alcuni clienti indignati, aveva fatto infuriare la comunità ebraica costringendo Zara a delle scuse pubbliche ed anche in quel caso, al ritiro del prodotto dal mercato. Pare che il simbolo non fosse previsto nella stampa originale e che fosse stato aggiunto dal fabbricante indiano per il quale il simbolo non aveva alcuna connotazione politica. A questo punto, una domanda sorge spontanea, che si tratti davvero di semplici errori o di autentiche mosse di marketing aziendale?

 

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