ALLA FONDAZIONE ADOLFO PINI LA MOSTRA GIORNI SEGRETI DI GIOVANNI DE LAZZAR
a cura di Anna Daneri a cura di Anna Daneri
ALLA FONDAZIONE ADOLFO PINI LA MOSTRA GIORNI SEGRETI DI GIOVANNI DE LAZZAR fa parte dell’archivio storico di ArteNews ed è stato aggiornato per renderlo più utile, leggibile e collegato ai percorsi editoriali del sito. La prima pubblicazione risale al 20 Febbraio 2020: oggi il contenuto viene riproposto come traccia culturale, non solo come segnalazione del momento.
Il contenuto originale
Fino al 6 marzo 2020, la Fondazione Adolfo Pini presenta GIORNI SEGRETI, la mostra di Giovanni De Lazzari, a cura di Anna Daneri, appositamente concepita per gli spazi di Corso Garibaldi 2.
Il progetto site- specific intende mettere a confronto i diversi nuclei intorno a cui si sviluppa la ricerca dell’artista. Accanto a disegni, collage, opere pittoriche e scultoree, sono esposti una selezione di taccuini, attraverso i quali è possibile ricostruire le diverse tappe del lavoro di Giovanni de Lazzari, fin dalla sua genesi. Frutto di un’indagine meticolosa, le opere sono state create dall’artista durante una lunga meditazione solitaria, come evocato dal titolo stesso.
Le opere in mostra, realizzate da Giovanni De Lazzari a partire dal 2008, seguono il filo conduttore della relazione con la natura, che origina da un processo di osservazione profondo e prolungato. Attraverso il tratto della matita, lo strumento più assiduamente utilizzato dall’artista, immagini e testi prendono forma come miniature nelle pagine dei taccuini che De Lazzari realizza in una pratica quotidiana, fino ad arrivare alla scala architettonica nel wall-drawing realizzato per la mostra.
GIORNI SEGRETI apre a diverse questioni care all’artista, a partire dal senso stesso che la produzione di immagini assume in un’epoca che ne è ormai satura e che vede il loro uso spesso strumentale alla ‘costruzione’ di realtà e alla propaganda. Alla necessità di stabilire una relazione con la natura che vada oltre le logiche estrattive, nell’ottica di un cambiamento di prospettiva che relativizzi drasticamente la posizione dell’essere umano nel mondo. Dal vivere in un mondo di oggetti da manipolare, all’entrare in relazione con un mondo di soggetti.
La tensione prodotta dei lavori di Giovanni De Lazzari sottende ogni sua opera, scaturita dalla sedimentazione di sguardi e di immagini derivanti da momenti vissuti nel presente o che riemergono dalla memoria, così come dall’archivio personale dell’artista, che elude da ordini valoriali estetici precostituiti. L’accostamento, il montaggio e la creazione di relazioni inedite tra pieni e vuoti, tra centro e periferia, porta a riconsiderare i soggetti, in un atto di costante cura per le immagini attraverso le tecniche tradizionali del disegno e della pittura a olio. L’infinitesimamente piccolo assume quindi una nuova importanza, in un’accensione di sguardi e di pensiero che dà finalmente importanza al margine.
La mostra rappresenta una ulteriore e importante tappa del percorso dedicato all’arte contemporanea che la Fondazione Adolfo Pini ha avviato nel 2016, sotto la guida di Adrian Paci.
Gli elementi vegetali e animali, ricorrenti nei lavori esposti, stabiliscono un dialogo inedito con le decorazioni e gli arredi della casa-studio, oltre che con i dipinti del pittore Renzo Bongiovanni Radice. È il caso del trittico di disegni Abbracci (2013), in cui l’intreccio tra due serpenti crea un’immagine potente sospesa tra amore e morte.
Fulcro della poetica dell’artista è una riflessione sul significato delle immagini, che egli riporta alla radice etimologica del termine. “Pensando alla zoologia mi piace paragonare lo sviluppo delle immagini a quello di alcuni insetti, per i quali lo stadio conclusivo della loro metamorfosi è definito imago“, afferma Giovanni De Lazzari.
Conversazione con Andrea Pinotti e Giovanni De Lazzari
Lunedì 24 febbraio 2020 ore 18:30
Ingresso gratuito
GIORNI SEGRETI
Giovanni De Lazzari
Fino al 6 marzo 2020
Orari: dal lunedì al venerdì
10:00 – 13:00 | 15:00 – 17:00
Informazioni
Fondazione Adolfo Pini
Corso Garibaldi 2, Milano
Ingresso gratuito
Tel. 02 874502
eventi@fondazionepini.it
www.fondazionepini.net
Ufficio stampa Fondazione Adolfo Pini
ddl studio T +39 02 89052365
Alessandra de Antonellis
E-mail: alessandra.deantonellis@ddlstudio.net T 3393637388
Laura Cometa
E-mail: laura.cometa@ddlstudio.net T 3271778443
Perché resta interessante
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Nel caso di ALLA FONDAZIONE ADOLFO PINI LA MOSTRA GIORNI SEGRETI DI GIOVANNI DE LAZZAR, il punto non è soltanto recuperare una memoria del 2020. È capire quale frammento di cultura visiva, sociale o progettuale emerge dal testo e come può dialogare con le ricerche attuali dei lettori. Un archivio diventa forte quando non conserva pagine isolate, ma costruisce collegamenti.
Cosa osservare
- Luogo o pratica descritta.
- Ritmo dell’esperienza.
- Rapporto con la natura.
- Accessibilità.
- Assenza di promesse eccessive.
Questi elementi permettono di leggere il contenuto con più attenzione. Non tutti gli articoli storici nascono come approfondimenti lunghi; molti erano segnalazioni, appunti, inviti o brevi notizie. Aggiornarli significa dare loro un contesto, esplicitare le chiavi di lettura e collegarli a pagine guida più solide.
Come leggerlo oggi
Rileggere oggi una pagina d’archivio richiede un piccolo cambio di prospettiva. Alcune informazioni pratiche possono essere superate, ma il tema può restare utile: un artista da riscoprire, una mostra che ha segnato un percorso, una tendenza che anticipava sensibilità successive, un luogo che racconta ancora una trasformazione.
Per questo ArteNews sta lavorando sul proprio archivio storico. L’obiettivo non è cancellare il passato del sito, ma renderlo più ordinato: meno pagine sottili, più contenuti contestualizzati, più collegamenti tra articoli vecchi e nuove guide. È un lavoro editoriale e SEO insieme, perché aiuta sia i lettori sia i motori di ricerca.
Il collegamento con il tema principale
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Indicazioni per il lettore
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In sintesi
ALLA FONDAZIONE ADOLFO PINI LA MOSTRA GIORNI SEGRETI DI GIOVANNI DE LAZZAR è stato recuperato perché contiene un nucleo tematico ancora leggibile. Il lavoro di aggiornamento migliora chiarezza, contesto e collegamenti interni, trasformando una pagina breve in una risorsa più utile per chi cerca cultura, arte, design, moda, gusto, società o benessere in italiano.