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Delirium Tremens: il terzo album di Marcello Giannini

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Delirium Tremens: il terzo album di Marcello Giannini fa parte dell’archivio storico di ArteNews ed è stato aggiornato per renderlo più utile, leggibile e collegato ai percorsi editoriali del sito. La prima pubblicazione risale al 27 Gennaio 2020: oggi il contenuto viene riproposto come traccia culturale, non solo come segnalazione del momento.

Il contenuto originale

“Non mi sono preoccupato di fare un disco solo di elettronica o solo suonato, ho messo entrambe le cose: brani di matrice jazz e progressive, altri prettamente elettronici, improvvisazioni rock e freejazz, composizioni per archi e chitarra. I miei brani sono strumentali, riflettono sull’accettazione della morte, sull’ineluttabilità del tempo che passa, del mal dell’anima che schiaccia gli uomini in questo periodo storico: la musica senza parole ha spesso un modo di raccontare con più sfumature“. Musica senza parole. Non è un caso che il nome dell’etichetta che lancia Delirium Tremens, il terzo album di Marcello Giannini, coincida con la scelta prettamente strumentale del lavoro del chitarrista napoletano. Senza parole, ma con molte cose da raccontare in musica, al crocevia tra jazz, elettronica, rock, improvvisazione e composizione.

A due anni di distanza da Digital Desert, Marcello Giannini torna con un lavoro pregevole e originale, che parte dal passato glorioso degli Slivovitz – da lui fondati nel 2001 – e arriva all’attuale militanza con i lanciatissimi Nu Guinea, attraversando tutta l’esperienza accumulata in anni di lavoro, dalla partnership con Enrico Rava a quella con Flo. Come sottolinea lo stesso chitarrista, “Delirium Tremens è esattamente una sintesi tra i precedenti album Frammenti e Digital Desert. A differenza dei precedenti, racchiude tutte le diverse ricerche musicali accumulate in questi anni. Tra composizione e improvvisazione, Delirium Tremens è assolutamente in mezzo. Forse, rispetto a Frammenti, c’è meno improvvisazione radicale, meno impro se vogliamo chiamarlo così”.

In questo album che NoWords pubblica solo in digitale, disponibile in streaming e download su tutte le piattaforme (Spotify, YouTube Music, iTunes, Amazon etc.), Marcello Giannini chiama a raccolta tanti musicisti a lui cari, da Dario Deidda a Stefano Costanzo, passando a Pietro Santangelo e Salvatore Rainone, che con lui hanno condiviso gli anni negli Slitovitz: “Il brano Jakko è assolutamente in linea con quanto fatto con gli Slivovitz. L’esperienza Slivovitz continua a riverberare nel mio percorso attuale. Tutte le sperimentazioni che ho fatto in 17 anni con Slivovitz mi rendono il musicista che sono adesso. È stata una grande scuola”.

Marcello Giannini è il fondatore dello storico gruppo Slivovitz con cui ha inciso cinque dischi editi per la newyorkese Moonjune. È stata una delle formazioni nostrane più in vista all’estero. Ha suonato con artisti del calibro di Enrico Rava, 99 Posse, Daniele Sepe, Nu Guinea e Flo. Con Auand ha inciso i due album solisti Frammenti (2015) e Digital Desert (2017). Attualmente è anche chitarrista dei Nu Guinea e della Guru.

DELIRIUM TREMENS
Marcello Giannini
[10 tracce | 35 minuti]
NoWords

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Perché resta interessante

I contenuti legati a design, architettura e città aiutano a leggere come cambia lo spazio pubblico, anche quando nascono da un evento o da una segnalazione puntuale. Anche quando una notizia nasce da un appuntamento specifico, può continuare a essere utile se aiuta a riconoscere temi, nomi, luoghi e domande ancora rilevanti.

Nel caso di Delirium Tremens: il terzo album di Marcello Giannini, il punto non è soltanto recuperare una memoria del 2020. È capire quale frammento di cultura visiva, sociale o progettuale emerge dal testo e come può dialogare con le ricerche attuali dei lettori. Un archivio diventa forte quando non conserva pagine isolate, ma costruisce collegamenti.

Cosa osservare

  • Luogo urbano coinvolto.
  • Funzione dello spazio.
  • Qualità del progetto.
  • Relazione con il quartiere.
  • Continuità dopo l’inaugurazione.

Questi elementi permettono di leggere il contenuto con più attenzione. Non tutti gli articoli storici nascono come approfondimenti lunghi; molti erano segnalazioni, appunti, inviti o brevi notizie. Aggiornarli significa dare loro un contesto, esplicitare le chiavi di lettura e collegarli a pagine guida più solide.

Come leggerlo oggi

Rileggere oggi una pagina d’archivio richiede un piccolo cambio di prospettiva. Alcune informazioni pratiche possono essere superate, ma il tema può restare utile: un artista da riscoprire, una mostra che ha segnato un percorso, una tendenza che anticipava sensibilità successive, un luogo che racconta ancora una trasformazione.

Per questo ArteNews sta lavorando sul proprio archivio storico. L’obiettivo non è cancellare il passato del sito, ma renderlo più ordinato: meno pagine sottili, più contenuti contestualizzati, più collegamenti tra articoli vecchi e nuove guide. È un lavoro editoriale e SEO insieme, perché aiuta sia i lettori sia i motori di ricerca.

Il collegamento con il tema principale

Questo articolo rientra nel percorso dedicato a design urbano. La pagina guida raccoglie criteri, domande e collegamenti utili per orientarsi nel cluster. Da lì è possibile proseguire verso altri articoli aggiornati, contenuti recenti e approfondimenti collegati.

La struttura a cluster serve a evitare dispersione. Un sito storico ha valore quando ogni contenuto trova una casa precisa: categoria corretta, titolo comprensibile, immagine coerente, meta description utile e link interni verso pagine autorevoli.

Indicazioni per il lettore

Se il tema ti interessa, conviene usare questo articolo come punto di partenza. Cerca nel testo nomi, luoghi, pratiche, materiali o parole chiave; poi confrontali con gli articoli più recenti della categoria. In questo modo l’archivio non resta fermo, ma diventa uno strumento per seguire l’evoluzione di un argomento nel tempo.

In sintesi

Delirium Tremens: il terzo album di Marcello Giannini è stato recuperato perché contiene un nucleo tematico ancora leggibile. Il lavoro di aggiornamento migliora chiarezza, contesto e collegamenti interni, trasformando una pagina breve in una risorsa più utile per chi cerca cultura, arte, design, moda, gusto, società o benessere in italiano.

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