LE INSTALLAZIONI VISIONARIE E COERENTI di Martin Creed

Accumula sedie, colleziona palloni di colori differenti, accosta oggetti fino a creare una mappa in cui non esistano le stesse coordinate della realtà. Martin Creed, artista inglese tra i più noti della scena contemporanea, da vita a progetti sconclusionati, a desideri senza una precisa razionalità, abbandonati proprio perché censurati dalla nostra parte adulta, dal nostro super Io, installazioni visionarie e coerenti, come un calcolo matematico. Sebbene il mondo dell’arte contemporanea, sia abituato da anni a qualsiasi estremismo di materia, forma, idea, il suo approccio ludico continua ancora a scandalizzare. Idee semplici, svuotate di qualsiasi intenzione progettuale e tanto più ideale, che vogliono mostrarci come tutto accada senza l’intervento della nostra volontà, sebbene ci piaccia illuderci del contrario.

Idee che nella loro inconsistenza rispettano inaspettatamente un percorso, fino a creare un mondo con delle regole comprensibili più di quelle che siamo obbligati a seguire ogni giorno. Creed lavora infatti su variazioni minime dell’’esperienza quotidiana, innocue metamorfosi di ambienti domestici attraverso interventi ridotti all’’essenziale, piccoli spostamenti della sensibilità. Le sue opere si situano nel sottile interstizio tra qualcosa e niente: una pallottola di carta, minimi lavori su fogli extra strong, una protuberanza bianca dal muro bianco, una porta fermata a trenta gradi, una pila di quadratini, un mobile che ostruisce parzialmente una porta, i metronomi che scandiscono ritmi diversi, piccole scritte e disegni, un frammento di partitura, un foglio di carta strappato.

Il lavoro di Creed richiede situazioni preesistenti alterate da elementi di disturbo, come nel caso dei due oggetti cromati mimetizzati come sale e pepe sulla tavola del bar o come addobbi natalizi. Le opere di Creed appaiono ad un primo sguardo semplici e immediate, l’artista le definisce infatti con queste parole: «Fare qualunque cosa, andare in un negozio o camminare, è una piccola creazione. Qualunque cosa fai è una creazione. Ho cercato di fare con i miei lavori qualcosa di più diretto, senza pensare»

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