GLI AUTORITRATTI IMMAGINARI di Levi Van Veluw

Ideatore, creazione e materiale, il giovane artista e fotografo olandese Levi Van Veluw  ama trasformarsi nell’arte che egli stesso crea, ognuna delle sue opere è infatti in continuo mutamento, nessuno scatto assomiglia a quello precedente e l’ unica costante rimane il suo volto.
La sua testa diventa infatti base su cui creare un mondo immaginario, naturale o artificiale. La carriera artistica di Veluw inizia molto presto, ancora molto giovane nel 2006 inizia ad ottenere le prime citazioni e pubblicazioni in riviste di settore e magazine specializzati in arte e fashion. Dal 2009, a soli 27 anni, ha intrapreso la carriera di insegnante d’arte al dipartimento di fotografia della Willem de Kooning Academy di Rotterdam, e nel contempo porta avanti con successo la sua ricerca artistica, ed i suoi lavori sono esposti  in molte importanti gallerie internazionali.

Nel corso degli anni, in una serie di affascinanti autoritratti, Veluw si è ricoperto di pietre, capelli, erba, materiali catarifrangenti ed altro con la finalità di trasformarsi in prima persona negli oggetti antropomorfi più fantastici che riuscisse ad immaginare.
Nella serie fotografica “Landscapes” l’intento dell’artista non è soltanto quello di realizzare un’opera in cui il mondo sia ricreato e rappresentato ma di farne davvero parte egli stesso, gli scatti in sequenza riproducono le quattro stagioni dell’anno in maniera del tutto originale.

Mentre la famosa opera “L‘Origine dell’Inizio”, rappresenta una scena della sua infanzia, la sua famiglia colta in un istante fuori dallo spazio e dal tempo, cinque persone sedute ad un tavolo, completamente ricoperte di tasselli di legno scuro, interpretano lui, suo padre, sua madre, suo fratello e sua sorella. Lo scenario astratto e slegato dalla realtà suggerisce alienazione, mentre le tonalità scure e l’infinita ripetizione del motivo di fondo vogliono simboleggiare la sua incapacità di trovare un posto nella struttura familiare. Tutto è ossessivamente ricoperto con più di 20.000 bocchetti di legno (nessuna manipolazione digitale) che rendono in modo quasi tangibile il disagio e le tensioni relazionali fra le persone.

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