L’ARTE MENTALE, POLITICA ED INTIMISTA di Marlene Dumas

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Tratta temi esistenziali quali l’erotismo, il dolore, la vergogna, la violenza, la razza, la religione, la perversione, l’ossessione e l’oppressione, facendo spesso riferimento a tematiche storico-artistiche e di attualità politica, l’artista Marlene Dumas, una delle più importanti e influenti pittrici contemporanee.  Con la sua opera, la Dumas dona un nuovo contenuto al significato che l’arte pittorica può assumere in un periodo dominato dalla cultura dell’immagine, trae infatti spesso ispirazione dalle fotografie di quotidiani e riviste. Secondo l’artista, il flusso quotidiano di immagini influisce sul modo in cui le persone percepiscono l’altro ed il mondo.

Nata nel 1953 a Città del Capo, in Sudafrica, Marlene Dumas si trasferì successivamente in Olanda negli anni Settanta per studiare presso l’Ateliers ’63 di Haarlem. Una volta completati gli studi, si stabilì ad Amsterdam, dove vive e lavora ancor oggi. Negli ultimi anni ha presentato esposizioni importanti negli Stati Uniti (New York, Houston e Los Angeles), in Sudafrica, Germania, Giappone e le sue opere sono custodite presso musei e collezioni private di tutto il mondo. Ha ricevuto inoltre diversi premi, il più recente dei quali è il Johannes Vermeerprijs (2012). I suoi dipinti utilizzano il corpo per parlarci di tematiche sociali, rappresentano la visione irriverente di un’artista definita in “esilio”, in bilico tra due culture quella africana e quella europea. Ed è proprio il contrasto culturale a conferire mistero ed energia alle sue opere.

Lo stile sfocato, liquido, non interessato ai dettagli non cerca di catturare lo spirito delle persone che dipinge, ma solo l’essenza percepita dall’artista, la chiarezza dovuta alla scelta di rappresentare opere figurative è infatti solo apparente, tutto ruota intorno alla drammaticità e la confusione che affligge se stessa e l’uomo contemporaneo. Caratteristica ricorrente del suo lavoro è la compresenza di fonti storico-artistiche e di iconografia popolare, La combinazione di fonti tanto diverse genera un’intensità psicologica sottolineata dall’utilizzo prepotente del primo piano, l’artista sceglie infatti di rappresentare un’unica figura isolata su uno sfondo nero. La sua è un’arte mentale, politica ed intimista, i suoi quadri colpiscono per quella carica erotica e per quella sottile energia provocatoria e dissacrante che si percepisce sotto le sue pennellate veloci e che è capace di mettere in discussione gli svariati stereotipi della società contemporanea.

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