RYMAN E LE MILLE SFACCETTATURE DEL BIANCO

Il Jazz, l’improvvisazione, le variazioni e le composizioni musicali sono sotto la superficie di molti quadri dell’artista e musicista Ryman, nato a Nashville e stabile a New York dal 1952 dove ha lavorato da subito come guardia al MoMA.
E proprio grazie alla sua professione si è avvicinato al mondo dell’arte iniziando a studiare quadri, colori, forme e differenze tra gli artisti esposti nel museo, non possiede infatti una formazione artistica, anche se ha frequentato un corso in pittura sperimentale al MoMA. Da allora Ryman ha sperimentato tutte le superfici in una costante ricerca di supporti e materiali che catturino la luce, non è possibile definire il suo stile ‘minimalista‘ o ‘concettuale‘’, ogni sua opera, come affermato dallo stesso artista, va guardata per quel che e’, direttamente, senza filtri intellettuali.

Utilizza il quadrato, forma geometrica perfetta, muta e stabile e tutti i colori bianchi che sono in commercio, smalti bianchi, acrilici bianchi, carta bianca, bianchi ad olio, bianchi caldi e freddi, opachi e translucidi, che stende con pennellate parallele, tocchi irregolari, spessore del colore. Alcuni di questi lavori sono fissati direttamente al muro, mettendoli in relazione con l’esterno.
E poi il bianco, come presenza di tutti i colori:  steso con un impasto pesante o in strati cosi’ sottili che si vede il colore sottostante. Tutto questo perchè proprio il bianco riflette piu’ degli altri colori, la luce e reagisce maggiormente al contesto in cui si trova, all’atmosfera.

Per oltre 50 anni Robert Ryman (oggi 70enne) ha indagato la natura della pittura come mezzo di espressione artistica, in particolare egli ha posto la sua attenzione sulle relazioni tra la superficie dipinta ed il supporto sottostante. I risultati di queste sperimentazioni hanno condotto il grande artista a risultati incredibilmente e sorprendentemente diversi. La cosa interessante e’ il modo in cui Ryman è diventato nel tempo famoso a livello internazionale, nonostante il suo approccio non convenzionale alla pittura. La semplicità e la ripetitività estetica di Ryman pone in risalto la sua capacità di compiere infinite variazioni sul bianco, sia esso il riflesso della nostra realtà o il silenzio religioso in cui l’essere umano si avvicina al suo lato più mistico.

 

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