GLENN BROWN, tra i più interessanti pittori della scena britannica

Rielabora sapientemente un’immagine di partenza creando un’opera completamente nuova che evoca al contempo nello spettatore qualcosa di familiare, di conosciuto. Famosi quadri di Fragonard e Dalì, ritratti storici ed immagini fantastiche prodotte dalla fantascienza, nelle mani dell’artista inglese vincitore del Turner Prize nel 2000, Glenn Brown, si trasformano, attraverso l’utilizzo di tonalità fredde, deformazioni ed una stesura pastosa del colore, un connubio in grado di rendere le sue immagini davvero inquietanti. I personaggi sono infatti familiari ma terribilmente spaventosi. Nato a Hexam nel 1966 l’artista dal 1984 al 1992 ha studiato a Norwich School of Art, Bath College of Higher Education e si è poi formato al Goldsmith’s College.

La capacità di manipolazione e fusione di elementi tanto lontani tra loro, ma soprattutto la tecnica inconfondibile, rendono Brown un artista davvero unico sulla scena contemporanea a cui ha dato un contributo significativo, in particolar modo nel campo pittorico. Le sue opere sintetizzano classico e contemporaneo, spaziando dall’ambito accademico a quello della cultura popolare.
L’artista è affascinato dal modo in cui la riproduzione dei dipinti stravolge la qualità degli originali, immagini celebri divengono quasi irriconoscibili, Brown modifica infatti interamente la sua fonte iniziale. Il colore naturalistico si fa irreale e kitsch, le figure vengono allungate o allargate, divenendo quasi grottesche e l’impasto cromatico è reso totalmente piatto.

Osservando le sue opere è inevitabile ritrovarsi a cercare nella memoria il quadro al quale si è ispirato o per meglio dire l’opera famosa che ha deciso di trasformare. Glenn Brown racconta gli infiniti mutamenti della storia della pittura, il suo continuo rigenerarsi grazie a nuovi artisti e nuove tecniche di rappresentazione, l’ artista crea infatti una nuova serie di capolavori a partire da quelli che si potrebbero ormai definire vecchi e passati.

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