I “BATTERFLY PAINTINGS” di Grotjah

Parte dalla prospettiva centrale e dalla prospettiva a due o più punti di fuga utilizzata a partire dal Rinascimento e ne smonta le regole attraverso una pratica ispirata alle composizioni del costruttivismo russo, caratterizzata da un’astrazione rigorosamente geometrica e dai colori vivaci della Op Art, è l’artista americano Mark Grotjahn che realizza meravigliose tele a metà strada tra artificio e natura, ricordando attraverso forme estremamente delicate il battito d’ali di una farfalla e insieme un orizzonte irraggiato dal sole al tramonto. Nato nel 1968, vive e lavora a Los Angeles e i suoi quadri prendono in esame le origini della produzione di immagini e della resa illusionistica della profondità ripercorrendo analiticamente lo sviluppo della prospettiva. Nei suoi celebri butterfly paintings Grotjah realizza un processo esecutivo molto complesso che prevede un impasto denso e brillante, le forme sono definite da pennellate concentrate che lasciano intravedere tracce di colore creando sfumature sottili.

Al di là del riferimento al mondo della natura, questi dipinti riprendono la tradizione di molte ricerche concettuali e minimaliste.
Turkish Forest (2012) è una serie di nove dipinti di grande formato: i particolari macroscopici degli alberi, in cui possiamo scorgere la raffigurazione di volti umani, ricordano nello stile i butterfly paintings, ma i colori sono più cupi. La fascinazione di Grotjahn per la natura e il movimento è evidente, come anche il suo interesse per la transizione da un linguaggio visivo astratto a un esito figurativo che tuttavia non rinuncia al rimando all’astrazione. Grotjahn mette l’accento sul trattamento del colore, sulla manipolazione della superficie e sulla stratificazione dei materiali per sottolineare i contenuti concettuali e fisici del gesto pittorico.

La sua pittura è fatta di astrazioni psichedeliche, colori brillanti, geometrie caleidoscopiche. Grazie al suo stile unico ha attratto anche i compratori, tanto che , solo nel 2013, è stato battuto nelle aste per un totale di oltre 22 milioni di dollari, con 26 lotti venduti, tanto da meritarsi il 78esimo posto nella classifica dei 500 artisti più quotati del rapporto Artprice 2013 Una carriera cominciata verso la metà degli Anni Novanta, che lo ha visto nel tempo entrare nelle collezioni più prestigiose, dal MoMA al Guggenheim di New York allo Stedelijk Museum di Amstedam, dalla Broad Art Fondation di Santa Monica alla Collezione Rubell di Miami, fino al San Francisco MoMA. Senza dimenticare le importanti mostre personali dedicategli alla Freiburg Kunstverein, al Whitney di New York, allo Hammer Museum di Los Angeles, per un curriculum prestigioso e molto americano.

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