I GIOCHI DI PERCEZIONE dell’artista Pae White

Intricati giochi che ingannano la percezione e che per questo regalano uno strano ma piacevole disorientamento, sono le opere dell’artista californiana Pae White, che mettono insieme con abilità, saperi e culture diverse, rimandi e citazioni sottili che danno profondità a lavori in cui è piacevole immergersi e che diventano ancor più belli quando si scopre che sono ricchi di riferimenti autobiografici.
Si tratta spesso di intricati labirinti di fili, reti colorate che contrastano con lo spazio architettonico in cui sono inserite ed al tempo stesso ne esaltano le caratteristiche.

Gli oggetti dell’artista californiana sembrano rimaner sospesi a mezz’aria, in attesa di essere cullati dall’aria.
La sua variegata produzione che comprende installazioni, sculture, arazzi, opere site specific e di arredo urbano, attraverso l’uso di tecniche, tecnologie e materiali sempre diversi, esplora le possibilità visive della forma, del colore e dello spazio offrendo l’opportunità di cogliere con sguardo nuovo l’effimero della vita quotidiana. Opere in bilico continuo tra scultura, design e architettura Ordine e disordine, forma e funzione, le sue opere vivono in un continuo alternarsi di certezze e nuove scoperte.

Talvolta teatrali, le installazioni della White rappresentano un continuo gioco di rimandi e citazioni in cui neon, collage materici e tessuti fanno da protagonisti.
Nell’ultima esposizione personale in Italia, presso la galleria Kaufmann repetto di Milano fino allo scorso maggio, l’artista californiana ha lavorato sugli scambi tra luce e materia, grandi arazzi composti da cotone, argento, lurex e poliestere, pareti in cui prevalevano filamenti di luce, installazioni di neon, in un percorso tattile, lineare, tecnicamente perfetto.

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