“OUT OF SIGHT”, il progetto fotografico di Nanni Fontana contro l’AIDS

Ieri 1 dicembre è stata la giornata mondiale contro l’AIDS e sono state moltissime le iniziative di sensibilizzazione verso una tematica su cui probabilmente si ripone ancor troppa poca attenzione. Vale la pena citare una mostra in particolare, si tratta di “Out of Sight”, un progetto fotogiornalistico di Nanni Fontana in esposizione a Milano (alla Galleria AMY-D Arte Spazio) fino al 7 dicembre, che narra l’evoluzione dell’epidemia ritraendone gli effetti a distanza di 33 anni in cinque dei paesi tra i più colpiti: Tailandia, Mozambico, Brasile, Ucraina e Stati Uniti.
Con un vero e proprio sguardo scientifico ed emozionale sul virus, sono stati realizzati moltissimi scatti tra il 2011 e il 2013, indagando ed approfondendo uno o più aspetti rilevanti e rappresentativi dello stato attuale dell’epidemia.

Ad oggi la malattia colpisce ancora 36 milioni di persone di cui circa il 67% vive nei paesi dell’Africa subsahariana. Nel solo 2012 ci sono stati 2.3 milioni di nuove infezioni, più di 4.000 solo in Italia, dove una persona sieropositiva su quattro non sa di esserlo. Importante è l’informazione, la prevenzione, l’assistenza e la terapia, come spiegato dal fotografo alla presentazione del suo progetto: “La didattica nelle scuole è fondamentale, per trasmettere alle nuove generazioni l’idea che l’hiv non è legato solo ad un mondo ‘altro’, all’omosessualità o alla droga. A causa dell’ignoranza la discriminazione che i malati devono affrontare è altissima e nessuno fa il test: in Italia un quarto della popolazione sieropositiva non sa di esserlo, molti fanno il test e poi non vanno a ritirare il risultato per paura”. In linea con gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (MDG) sottoscritti nel settembre del 2000 da 191 Capi di Stato e di Governo, il progetto Out of Sight si sviluppa nell’ambito dell’obiettivo numero 6, quello di arrestare entro il 2015, invertendo la tendenza, la diffusione dell’HIV/AIDS e raggiungere l’accesso universale alle cure contro l’HIV/AIDS per tutti coloro che ne hanno bisogno.

Il fotografo ha inoltre dichiarato: “Entrai in contatto con questa realtà quando mi sottoposi io al test, e mi resi conto che c’era ancora bisogno di informare: perché molti credono che l’Aids sia una malattia sonfitta, scomparsa, e si sbagliano. Decisi allora di raccontare la storia di alcuni tra i Paesi più coinvolti. Ho scelto la Thailandia, meta per eccellenza del turismo sessuale, il Mozambico dove è altissimo il tasso di trasmissione madre-figlio, il Brasile che ha trovato il modello di risposta più efficace con la produzione delle medicine, l’Ucraina che dopo la caduta dell’Urss ha avuto una fortissima esplosione per via delle iniezione endovenose e infine gli Stati Uniti, il Paese che spende più di tutti per la ricerca.” All’interno del progetto fotografico, trovano spazio anche l’installazione di Giancarlo Marcali “Oobe_Tanz of Resurrection” e un video performance dello stesso artista “S_Conversione”, oltre al site specific  ” Castelli in aria ” di Giulio Crosara.

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