LA PITTURA MINUZIOSA ED IPERREALISTA di Fabio Inverni

Si concentra su quella fase della vita dove non esiste alcuna malizia, quando il più semplice ed inaspettato degli oggetti racconta spesso qualcosa di più profondo. Il giovane artista toscano Fabio Inverni sembra rielaborare attraverso la sua arte una propria versione della poetica espressa da Pascoli. Attraverso il suo spirito sensibile, si meraviglia infatti delle più piccole cose così come fanno i bambini.
La sua pittura, minuziosa ed iperrealista, è proiettata verso il ricordo, ed il foglio strappato, spesso protagonista delle sue opere, diviene sinonimo di un passato ancora vivo. La tela che usa per dipingere è yuta lavorata con le tecniche antiche dei Maestri del 400, i colori sono ad olio e pastelli a cera. In ogni quadro gli oggetti o i volti emergono con una minuzia di particolari straordinaria e perfetta, così come l’esecuzione di ombre proiettate e proprie.

Fabio Inverni nasce a Firenze nel 1968, ora vive e lavora a Poggio a Caiano- Toscana. Figlio del pittore Francesco Inverni, Fabio sviluppa un’innata passione per la pittura. Si trasferisce a Roma e lavora come designer di tessuti, ma nel 1991, anno in cui muore il padre, decide di avvicinarsi alla pittura. Nel 1994 conosce Tommaso Giotti, persona influente nel campo internazionale dell’arte, che a sua volta lo presenta al pittore americano Benini. Quest’ultimo avrà ed ha tutt’ora una notevole importanza per Fabio Inverni in America perché, grazie a Benini, partecipa e organizza mostre in vari stati americani.
Nelle sue tele riproduce giocattoli e disegni tipicamente infantili, facendo trasparire la sua realtà interiore, il bambino che porta dentro di sè. La cura dei più piccoli particolari, dai fori che si proiettano sulla tela fino agli angoli arricciati del foglio lasciano percepire tutta la leggerezza della carta.

Attraverso l’utilizzo del nastro adesivo, dipinto sui quadri, l´artista sembra raccontarci la sua storia, tiene infatti uniti i ricordi e le immagini immagazzinate nella memoria. Osservando le sue tele è forte il desiderio di toccarle, di soffiare la polvere dagli oggetti posati da chissà quanto tempo sulle mensole. La nostalgia verso un ricordo passato, si rende tangibile attraverso una pittura estremamente iperrealista al punto da far pensare in un primo momento che si tratti di collages anziché dipinti. La luce è crepuscolare ed in grado di attenuare il chiaro scuro e gli oggetti che emergono in primo piano, lasciano percepire allo spettatore il materiale di cui sono fatti. Impossibile rimanere  indifferenti di fronte alla poesia che emerge dalle sue bellissime immagini. Ulteriori informazioni ed immagini sul sito dell’artista, www.fabioinverni.it, oppure visitate il sito SPAZIO ANNA BREDA e http://www.artedesignshop.com/

[nggallery id=275]

Lascia una risposta

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.