Uffizi da mangiare: l’arte pittorica incontra quella culinaria e il cibo diventa protagonista

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Ci sono tante forme d’arte, ma con l’iniziativa Uffizi da mangiare, anzi #Uffizidamangiare, l’arte pittorica si è unita a quella culinaria. Grandi artisti del passato, senza saperlo, sono stati presi sotto braccio da grandi chef per un nuovo percorso celebrativo. Il cibo protagonista dei grandi quadri celebri in tutto il mondo è arrivato così sulle tavole degli italiani con ricette fenomenali.

Tutto ruota intorno alla fame. Da un lato c’è quella di sapere. Qui è la cultura a farla da padrona e ogni visitatore può magiare le opere d’arte con i propri occhi. Dall’altra c’è la fame legata ad un bisogno fisiologico per la sopravvivenza. Una fame più di pancia che si sazia attraverso la bocca, grazie a gusti e sapori sublimi. Perfino qui, però, l’occhio vuole la sua parte. Lo stomaco si chiude rapidamente davanti a piatti che non invogliano alla degustazione.

#Uffizidamangiare: l’iniziativa del museo di Firenze

Tutto è partito dagli Uffizi di Firenze. Il Museo diretto da Eike Schmidt ha lanciato sui social alcuni brevi filmati dove un cuoco o un personaggio dell’enogastronomia, prendendo ispirazione da un’opera esposta, proponeva la sua ricetta.

Sotto l’hashtag #Uffizidamangiare si sono dunque unite: l’arte della pittura a quella della gastronomia. Dal  17 gennaio 2021, post dopo post, il grande pubblico ha così potuto imparare qualcosa in più sui quadri e sulle ricette. In gioco sono entrati diversi fattori, ma a determinare il successo dell’iniziativa è stata sicuramente la compresenza di tutti i sensi, nonostante il pubblico fosse dietro uno schermo. Sapori e odori, così come i colori di quadri e piatti, sono giunti agli spettatori.

A spiegare la particolare iniziativa che ha unito ancor di più i quadri e il cibo è stato lo stesso direttore degli Uffizi. Eike Schmidt ha infatti raccontato ciò che ha spinto il Museo a mettere in campo tutto ciò.

Negli ultimi decenni, il vincolo tra arte e gastronomia è diventato una vera e propria scienza e materia di una seria indagine storica. Il nostro intento, in questi video, è quello di creare un legame ancora più stretto con le opere del Museo, inserendole in un contesto attuale e vitale”.

Schmidt ha aggiunto: “Il cibo dipinto e quello cucinato si incontrano così su un piano di verità che stimola l’attenzione dell’osservatore e porta alla ribalta i significati profondi e inaspettati nascosti nelle scene e nelle nature morte create dai pittori“.

I critici, entusiasti di tutto ciò, hanno sottolineato il filo di continuità con quanto fatto a Madrid nel museo del Prado. Si fa riferimento ai Cooking the Prado per il suo bicentenario. Ora resta solo da capire chi seguirà la strada aperta dagli Uffizi. Quando ci metterà questa nuova tendenza a prendere piede? Chef e artisti, però, sono già pronti a camminare insieme per lasciare tutti a bocca aperta.

Dai quadri ai piatti degli chef: il cibo è sempre parte dell’arte

Fra i protagonisti di Uffizi da mangiare vi sono: Fabio Picchi del ristorante “Cibreo”, Firenze. Lo chef si è lasciato ispirare dal “Ragazzo con pesce” di Giacomo Ceruti.

Dario Cecchini, famoso macellaio e ristoratore di Panzano in Chianti ha preso spunto dalla “Dispensa con botte, selvaggina, carni e vasellame” di Jacopo Chimenti, detto l’Empoli.

 

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Marco Stabile de L’Ora d’Aria di Firenze ha invece scelto Peperoni e uva di Giorgio De Chirico, Valeria Piccini, partendo dallo stesso pittore di Dario Cecchini, si è lasciata ispirare dalla “Natura morta” mentre un altro chef ha osato lanciarsi nell’interpretazione del Bacco di Caravaggio.


Nature morte: quando nell’arte il cibo fa da protagonista

Ci sono numerose opere da cui prendere ispirazione. Grandi pittori antichi o contemporanei hanno messo in risalto alcuni ingredienti culinari all’interno delle loro opere.

Alcuni esempi? Come non citare Andy Warhol con la sua zuppa di pomodoro? Saltando da un’epoca all’altra, da un artista all’altro, possiamo elencare anche i mangiatori di patate di Van Gogh oltre che alcuni quadri di: Manet, Picasso, Caravaggio e De Chirico.

Frutta e verdura sono state protagoniste nei dipinti di Arcimboldo. La lattaia, invece, è un celebre quadro di Vermeer ovvero il pittore famoso al mondo per La ragazza con l’orecchino di perla.

Di esempi ce ne sono davvero tanti. Il cibo e l’arte continueranno a viaggiare a braccetto e a creare un connubio perfetto. Grazie all’iniziativa Uffizi da mangiare, però, ingredienti e ricette non sono rimaste solo su tela. Insomma non dobbiamo più solo “mangiare con gli occhi“.

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