VALORIZZA LA CONCRETEZZA DEI MATERIALI USATI, l’artista Eugenia Vanni

Installazioni che nascono dall’utilizzo di diverse tecniche e l’assemblaggio di materiali diversi, sono quelle realizzate dall’artista  Eugenia Vanni, classe 1980, che dimostrano un profondo desiderio di analizzare diverse forme artistiche in relazione  all’attualità. Tecniche artistiche della tradizione come la scultura, la pittura e l’incisione, coesistono e si fondono l’una con l’altra.  Nel suo lavoro fondamentale è la dimensione del ricordo, a cui l’artista spesso si affida per ricreare la leggerezza ed incosistenza della realtà, frammentaria e ambivalente.

L’approssimazione con cui delinea le sue forme crea un senso di indefinito ed ignoto, ed i passaggi, che nelle varie tecniche artistiche sono utili all’immagine finale, diventano protagonisti e soggetti dell’opera acquistando forza poetica.
Eugenia Vanni indaga la natura delle cose ed il loro funzionamento, valorizzando la concretezza fisica dei materiali usati, così come la manualità del procedimento artistico come forma di conoscenza. Come spiegato dall’artista: “Gran parte della mia ricerca si sviluppa sul concetto dell’apprendere e del fare, da parte sia dell’artista, che lavorando acquisisce una conoscenza trasversale delle discipline che incontra, sia degli altri, che possono osservare la quotidianità da nuovi punti di vista. Tra I temi che affronterò, anche quello della figura dell’artista e di come è cambiata nel corso del tempo”.

Temi classici della storia dell’arte come natura morta e ritratto, riacquistano nelle sue opere nuovi significati e la pittura si presenta come uno studio sui passaggi intermedi di alcune tecniche scultoree immortalando momenti normalmente destinati a scomparire.  I soggetti dei suoi quadri, seppur inanimati, vengono realizzati con la stessa minuzia dedicata ad un ritratto, sottolineando il continuo mutamento delle materie destinate a diventare opera.
Guardando le sue creazioni si percepisce una manualità spontanea così come una ricercata casualità che riconduce ad un quotidiano fatto di piccoli attimi inattesi.

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